A Parigi, con gli ultimi cento euro in tasca, un trentenne compra un biglietto di sola andata per Roma. Ha letto una notizia in fondo a una pagina di giornale: B.S. è morto. È bastato questo per decidere di tornare. Quel nome lo riporta a un'estate lontana, in Liguria, nei primi Duemila. Un'estate di mare, attese e pomeriggi passati accanto a un uomo incontrato per caso che fuma sigarette e racconta a un ragazzino la sua vita eccezionale e disordinata. B.S. è tutto ciò che i genitori del protagonista non sono. Le grandi idee non lo interessano: gli interessa capire dove sta andando il mondo, e arrivarci prima. Ha avuto un ruolo di rilievo nella storia nazionale, pur essendo una figura sfuggente, ombrosa. Tra i grandi misteri d'Italia e la fine del comunismo, tra il G8 di Genova e la caduta delle Torri Gemelle, tra la fine del sogno americano e zio Paperone, B.S. diventa uno specchio della recente storia d'Italia. E un magnifico cattivo maestro. Giulio Silvano firma un romanzo di formazione rovesciato in cui crescere significa perdere le parole con cui si era imparato a stare al mondo. Un requiem laico per un uomo, un'epoca e un Paese che non ha mai fatto i conti con sé stesso. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.